Fondamenti dell'osteopatia

Cercare la salute

Still diceva: «L'obiettivo del medico dovrebbe essere trovare la salute. La malattia sa trovarla chiunque.»

  • Il principio della vita è la salute. Quali che siano il creatore e il modo in cui le cose sono state create, sembra logico pensare che gli organismi siano stati creati o si siano sviluppati per progredire verso una salute ottimale.
  • La salute quindi costituisce la base della vita e del vivente.
  • L'osteopata deve cercare la salute, lavorare con questo concetto piuttosto che con l'idea di malattia.

L'osteopatia non è una terapia esclusiva ma un aiuto essenziale da integrare all'interno di équipe orientate verso la salute, che considerano l'essere nella sua totalità.

A. T. Still: Filosofia dell'osteopatia, p. 51 (edizione 2003)


Le leggi di causa ed effetto

«Di tutti gli aspetti del concetto osteopatico, nessuno, nella pratica, è più importante o profondo del riconoscimento delle leggi di causa ed effetto: disfunzione o patologia sono solo un effetto.»

Una ricostruzione attenta del trauma o dell'operazione chirurgica, interpretata alla luce di una buona conoscenza dell'anatomia e della fisiologia, offre un primo filo d'Arianna per guidare l'operatore verso una comprensione dei fenomeni che presenta il suo paziente oggi.

Le cause possono sommarsi e avere varie origini:

  • un passato traumatico che ha indotto blocchi meccanici,
  • abitudini alimentari come descritte più avanti,
  • abuso di droghe di ogni sorta, inclusi i farmaci,
  • affaticamento, sia fisico che intellettuale,
  • stress e abbattimento morale, intellettuale e spirituale.

Fino a quando queste cause non saranno riconosciute e modificate, i risultati terapeutici, qualunque sia il sistema adottato, saranno incerti e instabili.

L'intervento dell'osteopata consiste quindi nel:

  • ristabilire gli equilibri meccanici e fisiologici del paziente,
  • aiutarlo a trovare ed eventualmente a risolvere le difficoltà di altro ordine, orientandolo verso sostegni adeguati.

Viola Frymann : «The Philosophy of Osteopathy», in Collected Paperof Viola Frymann, publicado por American Academy of Osteopathy, Indianapolis,IN, 1998, p. 283


Il corpo ha il potere di superare la malattia

Nessun operatore ha mai guarito un paziente.

  • L'unica cosa che è in grado di fare è permettere all'organismo del paziente di trovare le risorse necessarie a ricreare un equilibrio.
  • Come scrive Viola Frymann: «Io, con il mio intervento, non ho modo di guarire la ferita più insignificante, ma posso pulire la piaga ed eliminare le scorie, avvicinare i bordi e impedire che si contamini. Non posso guarire la frattura, ma ristabilendo una relazione anatomica normale e proteggendola dai movimenti traumatici, garantisco alla frattura le migliori condizioni per il processo di riparazione. Può essere necessario rimuovere un tumore, un calcolo o un'altra entità patologica, ma dopo l'intervento, il chirurgo deve fidarsi del suo invisibile alleato all'interno del paziente per mettere in opera il processo di guarigione».

Il ruolo dell'osteopata si limita quindi, grazie a una riflessione basata sulla conoscenza anatomica e fisiologica, a:

  • individuare gli elementi che impediscono il normale processo di miglioramento,
  • correggerli,
  • lasciare che la saggezza del corpo svolga il compito essenziale: ristabilire l'equilibrio e la salute.

Viola Frymann : The Philosophy of Osteopathy, in Collected Paper of Viola Frymann, publié par American Academy of Osteopathy, Indianapolis, IN, 1998, p. 282.


Il corpo produce le sostanze necessarie

«Il corpo è il laboratorio in cui sono fabbricate le sostanze fisiche.»

  • Il nostro corpo sopravvive grazie all'aria che respiriamo e agli alimenti che assorbiamo.
  • Anche se ormai da tempo la corrente dominante della medicina ne ha tenuto poco conto o l'ha addirittura negato, è logico pensare che salute e malattia dipendano in gran parte dalla qualità e dalla quantità degli apporti alimentari e respiratori.

Questo aspetto del concetto osteopatico deriva da elementi ecologici che cent'anni fa e anche solo cinquanta erano sconosciuti. La qualità degli alimenti è alterata in vari modi:

  • l'uso massiccio di concimi minerali sbilanciati,
  • l'uso di insetticidi e numerosi prodotti chimici,
  • l'aggiunta di coloranti, additivi o conservanti,
  • la raffinazione che elimina elementi essenziali.

Diventa difficile, a volte addirittura impossibile, procurare al corpo gli elementi base dai quali potrà elaborare le sostanze necessarie a un funzionamento equilibrato.

  • Essendo un contadino, Still avrebbe senza dubbio portato avanti una campagna per riformare questi aspetti della produzione e della preparazione degli alimenti.
  • Quando si ha o si ristabilisce l'abitudine di nutrire il corpo con alimenti naturali e non degradati, l'affermazione di Still ritrova la sua verità.
  • A questo punto, ripristinare nel corpo l'equilibrio anatomico e fisiologico grazie a un trattamento osteopatico rigoroso, è generalmente sufficiente per fargli ritrovare la salute.

A.T. Still: Osteopatia, ricerca e pratica, §102


Importanza della circolazione dei fluidi corporei

«Un apporto abbondante e completo di sangue arteriale deve essere convogliato e distribuito in ogni parte, organo e ghiandola, attraverso canali denominati arterie. Una volta che il sangue ha svolto il proprio compito, allora, senza indugi, le vene dovrebbero ricondurre il tutto al cuore e ai polmoni per rinnovarlo.»

  • Attraverso un sistema di vasi tubolari che diminuiscono progressivamente di diametro, il sangue arterioso è distribuito dalla pompa centrale, il cuore, in ogni cellula del corpo.
  • Il sistema circolatorio deve essere in grado di contribuire a mantenere le condizioni di salute, che la persona sia sdraiata e rilassata, in posizione eretta o addirittura a testa in giù.
  • Il sistema si adegua alle richieste del corpo, che si trovi al livello del mare o in alta montagna, in una temperatura mite o estrema, in una competizione atletica o in un'attività sedentaria.

Numerose anomalie possono alterare il funzionamento di questo delicato sistema, provocando serie ripercussioni in tutto il corpo. L'osteopata deve quindi possedere una buona conoscenza anatomica del sistema vascolare e del sistema nervoso autonomo.

Deve poter riflettere sulla regione in cui si manifesta la congiuntura patologica e sulle aree di controllo, senza dimenticare nessuna delle zone attraverso le quali transitano i fluidi o le informazioni nervose.

A. T. Still : Philosophie de l'ostéopathie (Filosofía de la osteopatía), p. 31


Il corpo, un'unità funzionale

Il corpo umano è costituito da parti che funzionano in stretta interdipendenza.
All'interno del corpo esiste un tessuto onnipresente – il tessuto connettivo, o fascia – che garantisce:

  • l'organizzazione dell'organismo,
  • il passaggio dei fluidi liquidi,
  • il supporto per vasi, nervi e altre fibre conduttrici.

Still emise l'ipotesi che questo tessuto di sostegno, alterando la circolazione dei fluidi (sangue, linfa, liquidi non raccolti, influsso nervoso, etc.), potesse essere all'origine di numerose patologie dell'essere umano. È un tessuto disseminato ovunque nel corpo, come una ragnatela.

  • Possiede la chiave dei circuiti di comunicazione dell'organismo.
  • Fa di esso un'unità funzionale.

A.T. Still: «La malattia è il risultato di anomalie anatomiche cui segue il disordine fisiologico.»


La relazione struttura-funzione

Questa idea, anche se semplice, sembra trascurata nei concetti terapeutici moderni. Non è forse evidente che la funzione di trasmissione di un nervo, disturbato nel suo percorso da una compressione o una distorsione, sia alterata?

  • Non è forse evidente che un vaso sanguigno o linfatico compresso possa non svolgere la propria funzione correttamente?
  • L'osteopata cerca quindi, tra le strutture del corpo, quelle che non presentano un grado di mobilità sufficiente, al fine di liberarle per permettere che la o le funzioni che ne dipendono si svolgano normalmente.

Dr Viola Frymann «Il termine funzione non si applica solamente alle attività vegetative dell'organismo, come circolazione, respirazione, digestione, etc. Include anche attività come il pensiero, le sensazioni, l'espressione creatrice, la meditazione e anche l'aspirazione spirituale.»

A. T. Still: Osteopatia, ricerca e pratica, §20.

Viola Frymann : «Philosophy of Osteopathy» in Collected Paper of Viola Frymann, publicado por American Academy of Osteopathy, Indianapolis, IN, 1998, p. 280.


Le fonti di questa pagina provengono dal sito: Approche tissulaire de l'ostéophatie.